Cosa accade, giorno dopo giorno, durante la Settimana Santa ortodossa? Perché inizia prima della Domenica delle Palme? Cosa si celebra esattamente il Giovedì, il Venerdì e il Sabato Santo? Questa settimana, che la tradizione ortodossa chiama anche Grande Settimana, costituisce il vertice assoluto dell'anno liturgico — ancora più solenne della Grande Quaresima che la precede. Secondo san Giovanni Crisostomo, viene chiamata «Grande» non perché abbia più ore o giorni delle altre, ma perché gli eventi che la Chiesa è chiamata a vivere in questi giorni sono veramente grandi e unici. Questa guida ripercorre ogni giorno, i suoi uffici, il suo significato teologico e le sue tradizioni popolari, per vivere questa settimana con piena consapevolezza di ciò che vi si compie.
Se desiderate prima familiarizzare con il digiuno che precede questa settimana, la nostra guida alla Grande Quaresima ortodossa e la nostra guida pratica al digiuno ortodosso vi daranno le basi necessarie.
Indice
- Perché si parla di «Grande Settimana»?
- Il Sabato di Lazzaro: la vera porta d'ingresso della Settimana Santa
- La Domenica delle Palme
- Dal Grande Lunedì al Grande Mercoledì: l'Ufficio dello Sposo
- Il Giovedì Santo: l'Ultima Cena mistica
- Il Venerdì Santo: la Croce e la Sepoltura
- Il Grande Sabato: il silenzio davanti al sepolcro
- Il Fuoco Santo di Gerusalemme
- La notte di Pasqua: la Resurrezione
- Il digiuno durante la Settimana Santa
- FAQ — Domande sulla Settimana Santa ortodossa
Perché si parla di «Grande Settimana»?
Nella tradizione liturgica ortodossa, l'espressione Grande Settimana è in realtà più antica e più diffusa, nei testi liturgici, di «Settimana Santa». Una tradizione popolare assai viva consiste anche nel designare ogni giorno con l'aggettivo «Grande» — Grande Lunedì, Grande Martedì, Grande Giovedì, e così via. Secondo san Giovanni Crisostomo, è chiamata Grande non perché abbia più ore o giorni, ma perché gli eventi che la Chiesa chiama a vivere in questa settimana sono veramente grandi e unici.
Non è la durata che rende grande questa settimana, ma ciò che essa rappresenta: i miracoli, le parole e i gesti decisivi di Cristo negli ultimi giorni della sua vita terrena. Durante gli uffici, la Chiesa ripercorre giorno per giorno il cammino del Salvatore verso la Croce e la Resurrezione, invitando ogni fedele a divenire compagno di viaggio della passione divina piuttosto che semplice spettatore esterno.
Il Sabato di Lazzaro: la vera porta d'ingresso della Settimana Santa
A differenza della tradizione occidentale, dove la Settimana Santa inizia con la Domenica delle Palme, la Settimana Santa ortodossa comincia già dal Sabato di Lazzaro, che celebra la resurrezione dell'amico di Gesù — un evento che, secondo la Liturgia, rivela chi sia il vero nemico, cioè la morte, mentre la Domenica delle Palme che segue annuncia che il Regno di Dio trionferà su di essa. Questo giorno segna anche la fine della Grande Quaresima propriamente detta: il Sabato di Lazzaro e la Domenica delle Palme formano insieme un ponte tra l'ascesi della Quaresima e la contemplazione della Passione che si apre con la Grande Settimana.
La Domenica delle Palme
La Domenica delle Palme commemora l'ingresso trionfale di Cristo a Gerusalemme, accolto dalla folla con rami di palma — o, in alcune tradizioni dell'Europa orientale, di salice, in assenza di palme. È uno dei pochi giorni di festa di tutta questa settimana: le chiese si adornano di verde, la liturgia comprende la benedizione dei rami, e in molte chiese ortodosse vengono distribuiti, in ricordo dell'evento, rami di alloro come simbolo di gloria e rami di ulivo come simbolo di pace. Nel rito bizantino, fatto notevole: a differenza di tutte le altre domeniche della Grande Quaresima, in questo giorno si celebra la liturgia di san Giovanni Crisostomo, non quella di san Basilio il Grande.
Dal Grande Lunedì al Grande Mercoledì: l'Ufficio dello Sposo
I primi tre giorni della Grande Settimana — Grande Lunedì, Grande Martedì e Grande Mercoledì — segnano una preparazione intensa al ricordo della Passione, e ci ricordano il significato escatologico della Pasqua. Questi giorni sono caratterizzati da un tema specifico ciascuno, uniti però da un tema comune: le nozze di Dio con l'umanità. Ecco perché l'ufficio del mattutino di questi tre giorni è chiamato Ufficio dello Sposo (Akolouthia tou Nymphiou): il Troparion che lo accompagna proclama «Ecco lo Sposo viene nel mezzo della notte, beato il servo che Egli troverà vigilante», riprendendo la parabola delle dieci vergini.
Il Grande Lunedì è dedicato a due eventi: alla vita del patriarca Giuseppe, venduto come schiavo in Egitto dai propri fratelli, prefigurazione della vita di Cristo e delle sue sofferenze; e all'episodio dell'albero di fico sterile che Cristo maledice, dove l'albero simboleggia l'anima priva di virtù. Il Grande Martedì è dedicato alla parabola delle dieci vergini, che insegna a essere pieni di fede e di carità, e alla parabola dei talenti; la funzione liturgica del giorno si conclude con il celebre Inno di Kassiani, scritto dalla monaca Kassiani, ricca e colta ragazza divenuta monaca, e considerato uno dei più intensi inni di penitenza di tutta la tradizione bizantina. Il Grande Mercoledì ricorda il tradimento di Giuda; in memoria di questo momento, la Chiesa ha istituito fin dall'epoca apostolica il mercoledì, come il venerdì, quale giorno di digiuno settimanale durante tutto l'anno. In molte parrocchie, il Grande Mercoledì viene celebrato anche il sacramento dell'olio santo, in ricordo dell'unzione di Cristo a Betania; al termine del rito, il sacerdote unge i fedeli con olio benedetto.
Il Giovedì Santo: l'Ultima Cena mistica
Il Giovedì Santo concentra diversi eventi maggiori della vigilia della Passione. L'ufficio ne ricorda tre: l'Ultima Cena mistica, in cui Gesù dona ai discepoli il sacramento dell'Eucaristia — il suo Corpo e il suo Sangue, donati per la vita del mondo (questa è la prima comunione e costituisce il fondamento del sacramento della Santa Comunione); la lavanda dei piedi, gesto di assoluta umiltà con cui il Maestro si fa servo; e il tradimento di Giuda, che si concretizza con un bacio dopo che Gesù, rivolgendosi ai discepoli, annuncia che uno di loro lo tradirà.
Gesù è arrestato, dopo il tradimento di Giuda, nel giardino del Getsemani, dove si era recato a pregare con i suoi discepoli. La sera stessa si celebra la funzione della Passione: in chiesa vengono letti i dodici vangeli che guidano il fedele attraverso l'estrema passione, il processo di Gesù davanti a Ponzio Pilato, il percorso verso il Calvario e la crocifissione. Questa lettura affonda le radici nell'antica pratica di pellegrinaggio della Chiesa di Gerusalemme, durante la quale i fedeli si recavano in processione, uno dopo l'altro, in ciascuno dei luoghi dove Cristo aveva sofferto.
Il Venerdì Santo: la Croce e la Sepoltura
Il Venerdì Santo, la Chiesa entra nel lutto più profondo: è l'unico giorno di tutto l'anno liturgico in cui non si celebra la Divina Liturgia. Al mattino, al posto della messa tradizionale, si leggono le Ore Regali, che commemorano, ora per ora, le ultime tappe della Passione: la prima ora ricorda Cristo condotto da Caifa a Pilato e condannato a morte; la terza ora, la sua flagellazione; la sesta ora, la crocifissione e le tenebre che coprono la terra; la nona ora, la sua morte sulla croce.
Nel pomeriggio o in prima serata si celebra la funzione della Sepoltura: uno dei momenti più toccanti di tutta la Grande Settimana. In tutte le chiese si prepara l'epitafio, il drappo ricamato che rappresenta il sepolcro, decorato con fiori primaverili; al termine della funzione liturgica viene portato in processione dai fedeli intorno alla chiesa, e posto poi davanti all'ingresso affinché ogni fedele possa passarvi sotto, ricevendone la benedizione.
Il Grande Sabato: il silenzio davanti al sepolcro
Il Grande Sabato è il giorno del silenzio e dell'attesa. Cristo è disceso negli inferi per liberare le anime e preparare la vittoria sulla morte. Al mattino, la liturgia mattutina del Grande Sabato comprende il canto delle Lodi funebri (gli Enkomia), intonate in più strofe attorno all'epitafio. Questo giorno è caratterizzato da una luce e da una speranza che, pur nel silenzio, già preannunciano il trionfo che si avvicina; viene celebrata per l'ultima volta dell'anno la Liturgia dei Doni Presantificati, unita ai Vespri.
Il Fuoco Santo di Gerusalemme
Il sabato mattina, a Gerusalemme, si svolge uno dei riti più noti e al tempo stesso più discussi di tutta la tradizione ortodossa: la cerimonia del Fuoco Santo (o Sacro Fuoco), nella basilica del Santo Sepolcro, che gli ortodossi chiamano anche Chiesa della Resurrezione. Secondo il rituale, attestato fin dal IX secolo nei resoconti di pellegrini, il Patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme, dopo essere stato pubblicamente perquisito per garantire che non porti con sé alcun mezzo per accendere una fiamma, entra solo nell'edicola che racchiude il sepolcro vuoto di Cristo e vi rimane in preghiera. Pochi minuti dopo ne esce con due fasci di candele accese, la cui fiamma viene poi trasmessa di candela in candela ai fedeli presenti, e successivamente trasportata in aereo verso la Grecia, la Russia e numerosi altri paesi ortodossi.
Questo rito suscita, giustamente, punti di vista differenti anche all'interno del mondo ortodosso stesso. Per la grande maggioranza dei fedeli e dei pellegrini si tratta di un autentico miracolo annuale, descritto da testimonianze che risalgono almeno al IV secolo secondo lo storico Eusebio di Cesarea. Altre voci, comprese alcune fonti ortodosse stesse, propongono una lettura più prudente: è un fatto verificabile che il Patriarcato di Gerusalemme ha rimosso il termine «miracolo» dal proprio sito ufficiale il 23 giugno 2018, sotto il patriarca Teofilo III, parlando oggi semplicemente di «Fuoco Santo». Indipendentemente dalla lettura che si preferisce, il Fuoco Santo resta per milioni di cristiani ortodossi nel mondo un simbolo spirituale di grande potenza, e uno degli eventi più seguiti di tutto l'anno liturgico.
La notte di Pasqua: la Resurrezione
I festeggiamenti della Pasqua, la «festa delle feste», iniziano poco dopo la mezzanotte. I Vespri della Resurrezione cominciano in una chiesa completamente immersa nel buio. A mezzanotte, i fedeli si riuniscono, ognuno accende il proprio cero, e seguono la croce portata in processione. Le campane suonano a festa mentre tutti si scambiano il saluto pasquale: «Cristo è risorto!» — «È veramente risorto!» — uno dei momenti più vibranti di tutto l'anno liturgico ortodosso, in cui canti, campane e luce esplodono insieme nella notte. La liturgia pasquale dura poi fino all'alba.
Il digiuno durante la Settimana Santa
La Grande Settimana è accompagnata da un digiuno particolarmente rigoroso, ancora più severo delle regole della restante Grande Quaresima: si rinuncia ad alimenti come carne, latte, pesce e olio vegetale, e il mercoledì e il venerdì, quando si commemorano il tradimento di Giuda e la crocifissione di Cristo, è preferibile non mangiare nulla. Per il dettaglio completo delle regole alimentari valide durante la Grande Quaresima e questa settimana, consultate la nostra guida pratica al digiuno ortodosso.
FAQ — Domande sulla Settimana Santa ortodossa
Perché la Settimana Santa ortodossa non inizia con la Domenica delle Palme?
Perché la tradizione ortodossa considera il Sabato di Lazzaro come il vero punto di partenza della Grande Settimana: la resurrezione di Lazzaro è vissuta come l'annuncio e la promessa della resurrezione universale che sarà celebrata a Pasqua, e costituisce un ponte naturale tra l'ascesi della Quaresima e la contemplazione della Passione.
Cosa significa «Grande Settimana»?
Secondo san Giovanni Crisostomo, questa settimana è chiamata «Grande» non per la sua durata, ma per la grandezza unica degli eventi che la Chiesa vive in questi giorni. L'espressione «Grande Settimana» è storicamente più diffusa nei testi liturgici bizantini rispetto a «Settimana Santa», termine comunque ampiamente usato anche in italiano.
Il Fuoco Santo di Gerusalemme è un vero miracolo?
È una domanda su cui esistono punti di vista differenti, anche tra gli ortodossi stessi. La maggioranza dei fedeli e dei pellegrini lo vive come un autentico miracolo annuale, tramandato da secoli. Altre voci propongono una lettura più cauta; è un fatto documentato che il Patriarcato di Gerusalemme stesso ha rimosso il termine «miracolo» dal proprio sito ufficiale nel 2018. Il rito resta in ogni caso uno degli eventi più seguiti e più ricchi di significato di tutto l'anno liturgico ortodosso.
Perché il Venerdì Santo non si celebra la Liturgia?
Perché questo giorno commemora la morte di Cristo sulla croce: la Chiesa entra nel lutto più totale, ed è l'unico giorno di tutto l'anno liturgico in cui non si celebra la Divina Liturgia in nessuna chiesa. Solo le Ore Regali e la funzione della Sepoltura scandiscono questa giornata.
Cos'è l'epitafio?
L'epitafio è il drappo liturgico ricamato che rappresenta Cristo deposto nel sepolcro dopo la sua morte, decorato con fiori primaverili. Viene portato in processione durante la funzione della Sepoltura del Venerdì Santo e poi collocato al centro della chiesa, dove i fedeli lo venerano fino alla notte di Pasqua.
Bisogna partecipare a tutti gli uffici della Settimana Santa?
Non è un obbligo assoluto — la vita professionale e familiare raramente lo rende possibile per tutti — ma la Chiesa incoraggia vivamente a partecipare al maggior numero possibile di uffici, in particolare quelli del Giovedì, Venerdì e Sabato Santo, che costituiscono il cuore del Triduo pasquale. Molte parrocchie adattano gli orari durante la settimana per permettere ai fedeli che lavorano di partecipare comunque.
Una settimana, un cammino
La Grande Settimana non è un semplice calendario di eventi commemorativi: è un cammino di fede, in cui ogni ufficio invita il fedele a partecipare personalmente al mistero che celebra, riconoscendo le proprie debolezze e rinascendo con Cristo nella gioia della Pasqua. Dalla speranza del Sabato di Lazzaro al silenzio del Grande Sabato, fino all'esplosione di luce della notte pasquale, si svela, giorno dopo giorno, l'intero mistero della salvezza per chiunque scelga di percorrere questo cammino.
Per approfondire la festa che incorona questa settimana, consultate la nostra guida completa alla Pasqua ortodossa, oltre alla nostra guida alle grandi feste ortodosse.