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In Italia, la devozione a san Nettario di Egina cresce ogni anno nelle numerose comunità ortodosse greche, rumene, serbe e russe. Ma il suo nome è noto anche ai cattolici italiani interessati al dialogo con l'Ortodossia — in particolare attraverso l'inno Agni Parthene, che viene eseguito in contesti ecumenici in tutta la penisola. È un santo del nostro tempo — vissuto tra il 1846 e il 1920, in un'epoca che molti dei nostri nonni hanno ancora conosciuto — e la vitalità dei suoi miracoli continua a stupire credenti di ogni tradizione.
Chi è san Nettario di Egina?
San Nettario di Egina (in greco: Ἅγιος Νεκτάριος Αἰγίνης) è un vescovo ortodosso greco del XIX–XX secolo, nato il 1° ottobre 1846 a Selymbria (Silivri) in Tracia e morto l'8 novembre 1920 ad Atene. È canonizzato santo dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli il 20 aprile 1961. La sua festa liturgica è celebrata il 9 novembre.
San Nettario è considerato il taumaturgo per eccellenza della Chiesa ortodossa contemporanea — un santo del nostro tempo i cui miracoli sono attestati in numero straordinario, in particolare per i malati di cancro e le persone in difficoltà spirituale. Il suo nome civile era Anastasios Kephalas. È anche l'arcivescovo della Pentapoli e il compositore dell'inno marial Agni Parthene («Vergine Pura») — uno degli inni ortodossi più amati del mondo.
La vita di san Nettario — dalla Tracia a Egina
L'infanzia e la giovinezza (1846–1876)
Anastasios Kephalas nasce in una famiglia modesta e molto pia il 1° ottobre 1846 a Selymbria in Tracia, sulle rive del Mar di Marmara. Fin dall'infanzia manifesta una pietà intensa e una sete di Dio insolita per la sua età. Molto giovane parte per Costantinopoli per studiare e lavorare — come commesso di bottega, per pagare i suoi studi. Scrive lettere a Gesù Cristo chiedendogli aiuto per comprarsi dei vestiti per andare a scuola — lettere che il suo datore di lavoro scopre e che rivelano la profondità della sua fede infantile.
Il monaco e il sacerdote (1876–1889)
Diventa insegnante sull'isola di Chio, poi monaco con il nome di Lazzaro al monastero di Nea Moni di Chio il 7 novembre 1876. Diventato diacono un anno dopo, ottiene il diploma della Facoltà di Teologia di Atene. Ordinato sacerdote, riceve il nome monastico di Nettario. Va al Cairo dove viene nominato sacerdote alla chiesa di San Nicola. La sua reputazione di predicatore e confessore cresce rapidamente in Egitto.
Metropolita della Pentapoli (1889–1891)
Nel 1889 viene nominato vescovo metropolita della Pentapoli (nell'attuale Libia). È in questo periodo che compone l'inno Agni Parthene e che sviluppa la sua profonda devozione alla Theotokos. Il suo ministero in Egitto è segnato da una notevole efficacia pastorale — ma anche da una crescente gelosia da parte di alcuni membri del clero locale.
La calunnia e l'esilio da Alessandria
La prova più dolorosa della vita di san Nettario — e la più rivelatrice della sua santità — è la sua espulsione ingiusta da Alessandria. Membri gelosi del clero alessandrino diffondono false accuse contro di lui presso il Patriarca di Alessandria Sofronios IV. Senza una vera indagine, viene destituito e deve lasciare l'Egitto. Torna in Grecia nel 1891.
La natura precisa delle calunnie non è stabilita con certezza dagli storici — ma il loro effetto è devastante: Nettario si ritrova senza diocesi, senza reddito, senza difensori, in un paese straniero. Non risponde mai alle accuse, non cerca mai di difendersi pubblicamente, non nutre alcun rancore verso i suoi persecutori. Questa accettazione silenziosa dell'ingiustizia è considerata dalla tradizione ortodossa uno dei segni più chiari della sua santità.
Più di un secolo dopo, nel 1998, il Santo Sinodo del Patriarcato ortodosso di Alessandria riconobbe ufficialmente l'ingiustizia commessa verso san Nettario. È una delle rare occasioni nella storia della Chiesa ortodossa in cui un'istituzione ecclesiastica ha formalmente riconosciuto un grave errore nei confronti di un santo.
Il monastero di Egina e gli ultimi anni
Dal 1894 al 1908, Nettario è nominato direttore della Scuola Ecclesiastica Rizarios di Atene — un incarico modesto per un vescovo metropolita, ma che accetta con umiltà e svolge con eccellenza, formando generazioni di chierici greci.
Nettario nutriva nel profondo del cuore un ardente amore per la quiete e la pace della vita monastica. Tra il 1904 e il 1907 fonda un monastero femminile sull'isola di Egina — il monastero della Santissima Trinità. Trascorre gli ultimi anni a Egina lavorando nel giardino vestito di una vecchia tonaca, celebrando gli uffici, dirigendo spiritualmente le sue monache, ricevendo centinaia di malati da tutta la Grecia.
La morte e l'incorruttibilità
Dopo un ultimo pellegrinaggio davanti a un'icona della Madre di Dio, annuncia ai suoi discepoli la sua prossima partenza per il cielo e viene ricoverato in un ospedale di Atene, dove dopo cinquanta giorni di sofferenze — che sopportò con una pazienza che edificava tutti quelli che lo avvicinavano — rese in pace la sua anima a Dio l'8 novembre 1920.
Un segno straordinario segna immediatamente la sua morte: quando l'infermiere toglie la camicia del defunto per rivestirlo, la posa sul letto di un paralitico vicino — e quest'ultimo si alza immediatamente guarito. È il primo miracolo post mortem di san Nettario.
Il corpo del santo rimase miracolosamente incorrotto per più di vent'anni, emanando un profumo celestiale e delicato. Nel 1953, quando fu finalmente dissolto secondo le leggi della natura, si procedette alla traslazione delle sue reliquie e si poté constatare che lo stesso profumo ne emanava potentemente.
I miracoli di san Nettario
San Nettario è uno dei santi più attivi nei miracoli della Chiesa ortodossa contemporanea. I suoi miracoli riguardano principalmente:
- I malati di cancro — san Nettario è invocato come intercessore privilegiato per i tumori, e numerose guarigioni medicalmente inspiegabili gli sono attribuite
- Le paralisi e malattie croniche — a cominciare dal paralitico guarito alla sua morte
- I disturbi psichici e la possessione — san Nettario è rinomato per la sua potenza contro le influenze demoniache
- Le persone in cerca di lavoro e i poveri — il suo patronato dei poveri e dei disoccupati è profondamente radicato nella sua propria esperienza di povertà e umiliazione
La sua tomba al monastero della Santissima Trinità di Egina è uno dei luoghi di pellegrinaggio ortodosso più frequentati della Grecia.
La canonizzazione del 1961
Le sue sante reliquie furono inventate il 3 settembre 1953 e il 20 aprile 1961, per atto del Patriarcato Ecumenico, fu proclamato santo della Chiesa ortodossa. La sua festa è fissata al 9 novembre — il giorno dopo la sua morte (8 novembre), poiché l'8 novembre è già la festa della Sinassi dell'Arcangelo Michele.
La rapidità della canonizzazione — meno di 41 anni dopo la sua morte — testimonia la forza e l'unanimità della venerazione popolare. Nel 1998, il Patriarcato di Alessandria ha formalmente riconosciuto l'ingiustizia commessa contro di lui — un passo ulteriore nella totale riabilitazione di un uomo che l'istituzione aveva un tempo ferito.
San Nettario e l'inno Agni Parthene
San Nettario è il compositore dell'inno Agni Parthene (Ἁγνὴ Παρθένε — «Vergine Pura»), uno degli inni ortodossi più amati del mondo. Composto durante il suo soggiorno in Egitto, probabilmente intorno al 1890, questo inno in greco classico celebra la Theotokos con una bellezza poetica e musicale incomparabile.
San Nettario, segnato dalle prove e dalla persecuzione, trovò nella Vergine Maria un rifugio spirituale e una fonte inesauribile di conforto. L'Agni Parthene è cantato nei monasteri ortodossi di tutto il mondo, in molte lingue. In Italia, è eseguito anche in contesti ecumenici — spesso il primo inno ortodosso scoperto dai fedeli cattolici che si avvicinano all'Ortodossia.
L'icona di san Nettario
San Nettario è raffigurato nell'iconografia ortodossa in abito episcopale — sakkos (tunica ornata), omoforio (sciarpa liturgica), con una corona episcopale — tenendo il Vangelo in una mano e benedicendo con l'altra. Il suo volto è dolce, leggermente barbuto, con uno sguardo di profonda compassione.
L'icona di san Nettario è una delle più richieste tra le icone dei santi moderni — dai malati che cercano la sua potente intercessione, dai fedeli che portano il nome Nettario, e da tutti coloro che cercano un santo vicino alla nostra epoca. Può essere collocata nell'angolo di preghiera familiare. La sua festa del 9 novembre è il grande giorno onomastico di tutti coloro che portano questo nome, come illustra la nostra guida agli onomastici ortodossi.
FAQ — Domande frequenti su san Nettario di Egina
Chi è san Nettario di Egina?
San Nettario di Egina (1846–1920) è un vescovo ortodosso greco, arcivescovo della Pentapoli, taumaturgo e compositore dell'inno Agni Parthene. Nato in Tracia in una famiglia povera, ingiustamente cacciato da Alessandria per calunnie, termina la sua vita sull'isola di Egina dove fonda un monastero femminile. Muore l'8 novembre 1920 dopo 50 giorni di sofferenze. Canonizzato nel 1961, è uno dei santi più venerati della Chiesa ortodossa contemporanea.
Quando si festeggia san Nettario?
La festa di san Nettario di Egina è celebrata il 9 novembre — il giorno dopo la sua morte (8 novembre 1920), poiché l'8 novembre è già occupato dalla festa dell'Arcangelo Michele.
Perché san Nettario è stato cacciato da Alessandria?
San Nettario è stato cacciato da Alessandria a causa di calunnie diffuse da membri gelosi del clero alessandrino presso il Patriarca Sofronios IV. Nel 1998, il Patriarcato di Alessandria ha ufficialmente riconosciuto questa ingiustizia. San Nettario non ha mai cercato di difendersi pubblicamente né ha nutrito rancore — il che la tradizione ortodossa considera un segno maggiore della sua santità.
Quali miracoli compie san Nettario?
San Nettario è particolarmente invocato per le guarigioni di cancro, le paralisi e malattie croniche, i disturbi psichici e la protezione dalle influenze demoniache. È anche il patrono dei poveri e delle persone senza lavoro. Miracoli gli sono attribuiti quotidianamente da testimoni di tutto il mondo.
Dove si trova la tomba di san Nettario?
La tomba di san Nettario si trova nel monastero della Santissima Trinità sull'isola di Egina (Grecia), il monastero che lui stesso ha fondato. È uno dei luoghi di pellegrinaggio più frequentati della Grecia, con decine di migliaia di pellegrini ogni anno, soprattutto intorno al 9 novembre.
Che cos'è l'inno Agni Parthene?
L'Agni Parthene («Vergine Pura») è un inno mariano composto da san Nettario durante il suo soggiorno in Egitto, intorno al 1890. Scritto in greco classico, celebra la Theotokos con una bellezza poetica incomparabile ed è cantato nei monasteri ortodossi di tutto il mondo. In Italia è noto anche in ambienti ecumenici cattolici.