Cosa celebra la Chiesa ortodossa il Sabato di Lazzaro? Perché questo giorno, apparentemente secondario, occupa un posto così particolare nell'anno liturgico? Il Sabato di Lazzaro commemora la resurrezione di Lazzaro, l'amico di Gesù, quattro giorni dopo la sua morte — un miracolo che chiude la Grande Quaresima e apre la porta alla Settimana Santa. È, secondo le parole stesse della liturgia, una vera e propria «festa pasquale», celebrata come una domenica nel cuore di un sabato. Questa guida esplora il racconto evangelico, il suo profondo significato teologico, e le tradizioni popolari che ancora oggi lo accompagnano — incluse alcune sorprendentemente vive proprio in Italia.
Per scoprire come questo giorno si articoli con l'intera Grande Settimana che segue, la nostra guida completa alla Settimana Santa ortodossa ripercorre ogni giorno, dal Sabato di Lazzaro fino alla notte di Pasqua.
Indice
- Il racconto evangelico: Gesù piange e risuscita il suo amico
- Perché il Sabato di Lazzaro è considerato una «festa pasquale»?
- Le lacrime di Cristo: umanità e divinità in un solo gesto
- Il ponte tra la Grande Quaresima e la Settimana Santa
- Un giorno di battesimo nella tradizione antica
- Ciò che canta la Chiesa in questo giorno
- Una tradizione viva in Italia: il Santu Lazzaru del Salento
- Le tradizioni greche: croci di palma e lazarakia
- Il digiuno del Sabato di Lazzaro
- FAQ — Domande sul Sabato di Lazzaro
Il racconto evangelico: Gesù piange e risuscita il suo amico
Il racconto si trova nel Vangelo di Giovanni (11, 1-45). Lazzaro, di Betania, figlio del fariseo Simone, era l'amico intimo di Gesù — un'amicizia tanto profonda da estendersi anche alle sue due sorelle, Marta e Maria. Quando Lazzaro si ammala gravemente, Gesù si trova lontano, oltre il Giordano. Dice ai discepoli: «Lazzaro dorme», poi, dopo un istante: «Lazzaro è morto.»
Arrivato a Betania quattro giorni dopo la morte dell'amico, Gesù viene accolto dal pianto di Marta e Maria. «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto», gli dice Marta. Gesù stesso, davanti alla tomba, scoppia in pianto (Gv 11,35) — un gesto che l'innografia bizantina non riesce a spiegare del tutto: perché Egli pianse, se pochi istanti dopo avrebbe richiamato Lazzaro alla vita? Poi, davanti alla pietra che viene rimossa dal sepolcro, e nonostante l'avvertimento di Marta — «Signore, egli già manda odore, poiché è di quattro giorni» — Cristo comanda a voce alta: «Lazzaro, vieni fuori!» E il morto esce dal sepolcro, ancora avvolto nelle bende funebri.
Perché il Sabato di Lazzaro è considerato una «festa pasquale»?
Questo miracolo non è un prodigio qualunque tra tanti altri: la tradizione ortodossa lo qualifica come settimo segno nel Vangelo di Giovanni, il più grande prima della Passione stessa. Gesù compie il miracolo della resurrezione senza invocare l'intercessione di nessuno, su semplice preghiera delle sorelle di Lazzaro — segno della sua piena autorità divina. Già nel IV secolo il Sabato di Lazzaro era chiamato «l'annuncio della Pasqua», poiché anticipa e annuncia la splendida luce del Grande Sabato che seguirà.
È per questo motivo che questo sabato, normalmente giorno di digiuno e penitenza nel ritmo della Grande Quaresima, viene celebrato liturgicamente come una domenica — l'unica volta in tutto l'anno della Chiesa in cui l'ufficio della resurrezione domenicale viene cantato in un giorno diverso dalla domenica. In questo giorno, scrive un commentatore, «la morte comincia a tremare»: il duello decisivo tra la Vita e la Morte ha inizio, offrendo la chiave di lettura per l'intero mistero liturgico della Pasqua che seguirà.
Le lacrime di Cristo: umanità e divinità in un solo gesto
Gli innografi bizantini interpretano il racconto evangelico come illustrazione delle due nature di Cristo, vero Dio e vero Uomo: secondo la sua umanità Egli piange e chiede «Dove l'avete posto?» (Gv 11,34), e secondo la sua divinità comanda a Lazzaro di alzarsi dalla morte (Gv 11,43). La Chiesa ortodossa insegna però che tutte le azioni di Cristo sono in realtà azioni divino-umane, di una sola e medesima persona — il Figlio di Dio incarnato — e non azioni separate secondo l'una o l'altra natura. Lazzaro, l'amico di Gesù, diventa figura dell'umanità intera, e Betania, la sua casa, figura della casa stessa dell'uomo.
Il ponte tra la Grande Quaresima e la Settimana Santa
Il rito bizantino, a differenza del rito romano, considera separatamente i quaranta giorni della Grande Quaresima e il periodo di sei giorni della Settimana Santa che li segue. Il Sabato di Lazzaro e la Domenica delle Palme che lo segue formano insieme un periodo di transizione unico, che condivide il medesimo apolytikion e la medesima innografia. Il venerdì che lo precede, l'Église canta: «Avendo portato a termine gli edificanti quaranta giorni...» — segno che la Grande Quaresima propriamente detta si conclude proprio a questo punto. Se la resurrezione di Lazzaro è presentata come la causa diretta dell'accoglienza trionfale riservata a Cristo il giorno seguente a Gerusalemme, essa è anche, nel racconto evangelico, ciò che precipita la decisione dei sommi sacerdoti di farlo morire.
Un giorno di battesimo nella tradizione antica
Nella Chiesa antica, il Sabato di Lazzaro era tra i pochi grandi giorni battesimali dell'anno liturgico. Il battesimo degli infanti e, in alcune Chiese, quello degli adulti convertiti, potevano essere celebrati in questo giorno di festa: in tale eventualità, il Trisagion della Divina Liturgia viene sostituito dall'inno battesimale tratto dall'epistola ai Romani — «Quanti siete stati battezzati nel nome di Cristo, siete divenuti parte del suo corpo» (Rm 6,3) — segno che questo giorno conservava tradizionalmente tale carattere battesimale.
Ciò che canta la Chiesa in questo giorno
Per la Compieta del venerdì precedente, viene cantato un antico canone composto da sant'Andrea di Creta, intitolato la Resurrezione di Lazzaro: si tratta di uno dei pochissimi inni a noi giunti per intero, contenente tutte le nove cantiche della tradizione ortodossa. Tutta la settimana che precede il Sabato di Lazzaro è scandita, secondo il commento del teologo Alessandro Schmemann, da una progressione quotidiana: al lunedì si legge «Oggi la malattia di Lazzaro appare a Cristo», al martedì «Ieri ed oggi Lazzaro è malato», al mercoledì «Oggi Lazzaro morto è portato alla sepoltura», al giovedì «Due giorni or sono Lazzaro è morto», fino al venerdì che annuncia: «Domani il Cristo viene a sollevare il fratello morto».
Una tradizione viva in Italia: il Santu Lazzaru del Salento
Pochi sanno che l'Italia stessa conserva, ancora oggi, una tradizione popolare di origine bizantina legata a questo giorno: il «Lu Santu Lazzaru», un canto di questua tipico del Basso Salento, in Puglia meridionale, praticato nei paesi dell'area ionica a nord e a sud di Gallipoli, fino all'entroterra leccese. Gruppi di cantori e suonatori, accompagnati da chitarre, organetti e tamburelli, si spostano di casa in casa e di masseria in masseria, nella notte che precede la Domenica delle Palme, cantando in dialetto salentino romanzo — e in alcuni paesi della Grecìa Salentina, persino in lingua grika — il racconto popolare della resurrezione di Lazzaro.
Un grosso ramo d'ulivo, adornato di nastrini colorati, immaginette sacre e un'arancia, accompagna tradizionalmente il canto. Al termine, i cantori chiedono una «ricompensa» — uova, formaggio, pane, vino — raccolta in un grande paniere; ricevere i suonatori a casa nel cuore della notte era considerato, e resta ancora oggi in alcuni paesi come Cutrofiano e Sannicola, un vero onore. Studi accademici recenti hanno confermato che questa tradizione condivide un'origine comune con le pratiche del Sabato di Lazzaro dell'area greco-ortodossa, testimoniando un legame antico e affascinante tra il folklore pugliese e il mondo bizantino.
Le tradizioni greche: croci di palma e lazarakia
Nell'Chiesa di Grecia, il Sabato di Lazzaro è il giorno in cui si confezionano croci tressate con foglie di palma, distribuite poi ai fedeli il giorno seguente, alla funzione delle Palme. La tradizione culinaria più caratteristica è quella dei lazarakia: piccoli pani speziati a forma di figura umana, con due chiodi di garofano a fare da occhi, che ricordano Lazzaro avvolto nel suo lenzuolo funebre. Preparati senza latte né uova, in conformità al digiuno del giorno, ogni famiglia o villaggio ne conserva una propria variante, con noci, anice o mastice secondo la regione.
Il digiuno del Sabato di Lazzaro
Sebbene questo giorno segni la fine della Grande Quaresima propriamente detta, resta nella pratica corrente un giorno di digiuno — generalmente un giorno di pesce, considerato uno dei due soli giorni in cui il pesce è permesso durante tutta la Grande Quaresima, insieme alla Domenica delle Palme che segue. Per il dettaglio completo delle regole alimentari di questo periodo, potete consultare la nostra guida pratica al digiuno ortodosso.
FAQ — Domande sul Sabato di Lazzaro
Il Sabato di Lazzaro fa parte della Settimana Santa?
Sì, nella tradizione ortodossa, a differenza dell'uso occidentale dove la Settimana Santa inizia con la Domenica delle Palme. Il Sabato di Lazzaro è considerato il vero punto di partenza della Grande Settimana, formando con la Domenica delle Palme un ponte tra l'ascesi della Quaresima e la contemplazione della Passione.
Perché si celebra questo giorno come una domenica?
Perché il Sabato di Lazzaro è considerato una vera festa pasquale, che anticipa il mistero della Resurrezione che sarà celebrato pienamente a Pasqua. È l'unica volta in tutto l'anno liturgico in cui l'ufficio della resurrezione domenicale viene cantato in un giorno diverso dalla domenica.
Cos'è il «Santu Lazzaru» del Salento?
È un canto di questua tradizionale, ancora praticato in alcuni paesi del Basso Salento, in Puglia, durante la notte che precede la Domenica delle Palme. Gruppi di cantori vanno di casa in casa narrando in dialetto la storia della resurrezione di Lazzaro, ricevendo in cambio uova, formaggio e altri prodotti. Studi recenti ne hanno confermato l'origine bizantina, in continuità con le pratiche del Sabato di Lazzaro dell'area greco-ortodossa.
Cosa sono i lazarakia?
I lazarakia sono piccoli pani speziati tradizionali greci, preparati per il Sabato di Lazzaro, a forma di figura umana con chiodi di garofano come occhi, in riferimento a Lazzaro avvolto nel lenzuolo funebre. Sono preparati senza uova né latte, in conformità al digiuno del giorno.
Perché Gesù pianse se sapeva di poter risuscitare Lazzaro?
È una domanda che gli stessi innografi bizantini non riescono a risolvere del tutto. La Chiesa ortodossa insegna che le lacrime di Cristo esprimono la sua piena umanità, realmente partecipe del dolore umano davanti alla morte, mentre il comando che risuscita Lazzaro esprime la sua piena divinità — entrambe le azioni appartenendo a un'unica persona divino-umana, non a due nature che agiscono separatamente.
Una festa di speranza prima della Passione
Il Sabato di Lazzaro occupa un posto unico nell'anno liturgico ortodosso: né del tutto nella Quaresima, né ancora nella Settimana Santa, è quel momento sospeso in cui la Chiesa contempla, in anticipo, la vittoria della Vita sulla morte — prima ancora che inizi il racconto doloroso della Passione. Risuscitando il suo amico, Cristo non compie soltanto un miracolo: inscrive, nel cuore stesso del cammino verso la Croce, la promessa irrevocabile della Resurrezione.
Per proseguire questo cammino fino alla notte pasquale, scoprite la nostra guida alla Grande Quaresima ortodossa e la nostra guida alle grandi feste ortodosse.